Centro Studi Casnati - Via Carloni 8 - 22100 Como
Il Liceo Artistico indirizzo Fashion Design del Centro Studi Casnati presenta:
La capsule nasce da una riflessione sul tempo, inteso come ciclo naturale e memoria collettiva. Dalle stagioni e dalle costellazioni zodiacali, il percorso creativo si sviluppa verso le tradizioni popolari italiane, dove cielo, simboli e rituali si intrecciano. La Sardegna diventa il fulcro della ricerca attraverso la Cavalcata Sarda, celebrazione di identità, appartenenza e auspicio. La capsule traduce questi elementi in una visione contemporanea fatta di ritualità, folklore e connessione con le radici.
“Soft Power” è una capsule ispirata alla cultura pop degli anni ’90 e all’estetica giocosa delle Spice Girls, reinterpretata attraverso il tema dell’infanzia e della costruzione dell’identità. L’abito diventa uno spazio espressivo, non solo da indossare ma da vivere, come un gioco capace di evocare ricordi e appartenenza. Denim riciclato, maglioni, patchwork e toppe colorate richiamano il mondo infantile, la memoria affettiva e il legame con il passato, trasformando materiali diversi in una narrazione pop, nostalgica e contemporanea.
Eclipse traduce i concetti di ombra e luce in linguaggio estetico attraverso l’elemento tecnico della piega, capace di modellare la materia e generare profondità, movimento e tensione visiva. La capsule esamina questo equilibrio attraverso il fenomeno dell’eclissi: un momento di convivenza perfetta tra opposti, in cui ombra e luce non si annullano, ma si definiscono reciprocamente.
In un presente dominato da sistemi digitali e perfezione algoritmica, Synthesis riporta il corpo umano al centro come spazio fragile e vulnerabile. La capsule esplora un linguaggio visivo fondato sulla dualità tra rigidità e morbidezza: volumi strutturati e protettivi si oppongono a forme gonfie e morbide, simboli di emotività. Pensata come guardaroba condiviso, ma non puramente unisex, alterna codici femminili e maschili a capi universali. La protezione diventa esigenza trasversale: chiunque può sentirsi vulnerabile e cercare uno spazio sicuro in cui riconoscersi.
Il contrasto diventa linguaggio visivo. Due identità opposte convivono nella stessa visione: una più estrema, pesante e quasi invadente, l’altra più contenuta ma ugualmente ribelle. Forme, colori e materiali rompono ogni armonia tradizionale, creando tensione tra caos e controllo. Pur nella loro diversità, entrambe esprimono lo stesso bisogno di uscire dagli schemi e trasformare l’anticonformismo in qualcosa di impossibile da ignorare.
“Il concept esplora il desiderio di ritornare all’innocenza dell’infanzia come rifugio dal sovraccarico mentale del mondo contemporaneo.È un bisogno di protezione e di spazi sicuri dove i pensieri negativi possono dissolversi pur restando consapevoli che il tempo trascorso e l’esperienza vissuta non possono essere cancellati. Il progetto vive nel contrasto tra vulnerabilità e forza interiore tra nostalgia e consapevolezza della realtà”
La capsule esplora la dualità tra l’osservare e l’esistere, traducendo la pressione dei giudizi in elementi strutturali. I vincoli estetici diventano metafora delle maschere sociali e dell'oppressione esterna, trasformando il peso del pregiudizio in un’eleganza di rottura. Essere se stessi si conferma così l’atto più sovversivo di tutti.
ll corpo è diventato un’interfaccia costantemente esposta a ciò che ci circonda. La capsule esplora come l’abbigliamento possa diventare una seconda pelle, un sistema tecnico che protegge, filtra e regola la relazione tra individuo e ambiente.
"Shadow Elégance" nasce dall’incontro tra l’oscurità elegante del regno di Ade e la sensualità magnetica delle figure femminili degli Inferi. Le ombre diventano simbolo di mistero, fascino e potere, con silhouette scolpite che celebrano la funzione del bello come arma di seduzione e autorità. La collezione racconta una femminilità divina: oscura, sofisticata e irresistibile, sospesa tra desiderio e immortalità.
Empowered Play è una capsule che trasforma il gioco in linguaggio identitario: silhouette fluide, dettagli infantili e codici sartoriali convivono in un’estetica che nasce dall’inconscio e si traduce in ironia. Il vestirsi diventa un atto spontaneo, quasi istintivo, dove il caos creativo incontra il controllo.
“Dolls” si ispira alle bambole di porcellana: delicate, romantiche e vintage. Fiocchi, pizzi e colori pastello creano look femminili e raffinati, tra dolcezza e carattere.
“Circus” prende ispirazione dall’universo del circo e del gioco, tra colori accesi, contrasti vivaci e dettagli eccentrici. I look uniscono leggerezza e divertimento, creando un’estetica creativa e dinamica.
Sonder è il momento in cui uno sguardo rivela l’universo nascosto dietro ogni volto. Gli occhi diventano specchi di anime diverse, il corpo attraversa lo spazio lasciando tracce, memorie, assenze. Tra movimenti e riflessi nasce il doppio: la maschera che offriamo al mondo e ciò che custodiamo dentro. Ogni figura sfila tra identità e percezione, ricordandoci che siamo storie intrecciate, comparse e protagonisti nella vita degli altri. Invisibili e vicini, ci osserviamo senza davvero conoscerciqui
BIGger nasce dove il gioco smette di essere infantile e diventa atto di libertà. Bottoni, zip, tasche e fiocchi si ingrandiscono oltre la funzione, alterando il rapporto tra corpo e spazio. Le proporzioni si deformano, l’ordinario si trasforma, la nostalgia riaffiora come memoria fisica di un mondo percepito da piccoli come immenso. L’oversize diventa linguaggio emotivo e ironico, invitando chi indossa i capi a riscoprire meraviglia, identità e possibilità. Senza regole, oltre ogni misura.
“Sign” nasce dall’incontro tra arte del tatuaggio e ricerca tessile. Ogni stampa è realizzata a mano come un segno inciso sulla pelle: autentico, personale, indelebile. La collezione trasforma un linguaggio spesso visto con malizia in un simbolo di eleganza, forza e identità. Non è provocazione, ma carattere; non è eccesso, ma espressione. “Sign” vuole dare valore a ciò che rende ogni persona unica, mostrando la bellezza di chi sceglie di lasciare il proprio segno nel mondo.
“Kyza” narra dell'imperfezione e dalla frattura creata dalla globalizzazione tra fast fashion e slow fashion. La collezione prende ispirazione dal Gin Matsuri, reinterpretandone l’estetica e il significato attraverso un linguaggio contemporaneo. Il rosso rappresenta energia e passione, il bianco purezza ed equilibrio, il nero profondità e identità. Ogni capo diventa il simbolo di un contrasto: tra velocità e cura, consumo e valore, caos e autenticità. “Kyza” celebra la bellezza delle crepe, trasformandole in carattere e visione.
La capsule “Royalty” tra heritage storico e moda contemporanea, prende forma dall'estetica equestre britannica e dalle tradizioni del Royal Mews, nel dettaglio riprende le uniformi cerimoniali inglesi, dai codici estetici del Royal Ascot e dall'evoluzione delle giacche da equitazione. Le silhouette reinterpretano le uniformi da cavalleria attraverso corsetteria, volumi strutturati e dettagli sartoriali; il blu notte domina la collezione, evocando eleganza, autorità e raffinatezza regale.
“Im-perfection” nasce dall’artigianato, reinterpretando la tradizione tessile calabrese attraverso linee essenziali e dettagli materici. Gli antichi ricami Calabresi vengono trasformati in un piazzato che percorre il capo come segno identitario e le tonalità profonde dialogano con le sfumature calde, evocando la forza autentica del territorio. La collezione racconta una femminilità sofisticata, celebrando memoria e cultura in una visione che esalta ciò che è unico e perfettamente imperfetto.
"Il “LIMITE” è quel punto invisibile in cui tutto esita. Non è una fine, ma un inizio che fa paura. È la linea sottile che separa ciò che siamo da ciò che potremmo diventare. Il limite non blocca: interroga. Ci mette davanti a una scelta. Restare significa sicurezza. Oltrepassarlo significa rischio, perdita, trasformazione. È lì, su quella soglia fragile, che nasce il coraggio. È lì che smettiamo di essere definiti… e iniziamo davvero a esistere. "
‘’SUTURA’’ è la chiave concettuale di questa collezione, che valorizza l’autenticità dei dettagli e le connessioni nate dall’incontro di stili contrapposti, dove l’inaspettato diventa linguaggio espressivo ed equilibrio. Le superfici si incontrano come identità differenti in dialogo, generando nuove possibilità formali. Il denim mette a confronto elementi fragili e instabili, trasformando la tensione in una narrazione sospesa tra resistenza e vulnerabilità, come una sutura invisibile che unisce ciò che si oppone.
Shards of Me è il cammino silenzioso della liberazione interiore: quel momento in cui, iniziamo a sciogliere la corazza costruita per proteggerci dal mondo. Attraverso strati che si trasformano, il peso della protezione lascia spazio alla leggerezza dell’autenticità. Ognuno di noi comincia a rivelarsi, mostrandosi per ciò che è. Frammenti di vetro di Murano, rappresentano ferite che si schiudono. Riflettono la luce, gli sguardi altrui, creando bagliori vivi che simboleggiano il coraggio di mostrarsi. Strato dopo strato, emergiamo rivelando la nostra essenza più vera. Shards of Me è un’evoluzione dell’anima, il momento in cui scegliamo di brillare, senza scudi.
"In&Out Un’esplorazione dell’identità attraverso il gioco del nascondino, che diventa metafora di una femminilità forte e complessa. La donna desidera essere vista, ma al tempo stesso sente il bisogno di proteggersi. Non si tratta di scomparire, bensì di decidere quando e come apparire. Volumi generosi avvolgono il corpo, permettendo di entrare e uscire dallo sguardo altrui. Incastri di materiali creano un dialogo costante tra nascondimento e rivelazione. In&Out non è solo una capsule: è uno spazio emotivo. Un invito a esistere anche nella propria esitazione, ad essere viste senza dover smettere di nascondersi."
In "FemRise" la donna contemporanea rompe le catene dei limiti e dei pregiudizi che per anni l’hanno resa inferiore nel mondo del lavoro. Conquista potere, spazio e autorevolezza senza dover rinunciare alla propria identità o femminilità. Ciò che per anni è stato giudicato o censurato diventa simbolo di forza e libertà. Essere donna non è più un limite, ma un’affermazione di indipendenza, sicurezza e controllo sul proprio posto nella società.
"Fili di casa" mostra come vicinanza e tradizione per quanto sembrino lontane come parole sono legate da fili indistruttibili che noi chiamiamo casa. Le tradizioni ci uniscono, creano la nostra storia come individui ma anche come popolo. La società è una grande famiglia che condivide una storia, ramificata in ognuno in modo più intimo, imperfetta e irrazionale ma che accomuna tutti, perchè se pensiamo a casa tutti possiamo dire di sapere cosa sia.
La collezione nasce da una riflessione sulla silhouette come elemento essenziale del corpo. Attraverso il nero, le forme si trasformano in ombre e presenze indefinite. Trasparenze e superfici coprenti convivono creando un equilibrio tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane nascosto. Il vedo–non vedo modifica la percezione della figura: la silhouette appare, scompare e cambia attraverso luce, movimento e sguardo, lasciando che sia la forma del corpo a diventare protagonista.
Soft Armour nasce in un mondo segnato da instabilità e pressione sociale, dove l’individuo sente il bisogno di costruire forme di protezione senza nascondersi completamente. Da qui prende forma una nuova idea di armatura: non più rigida o impenetrabile, ma morbida, mutevole e adattabile. Le silhouette avvolgono il corpo creando distanza dal mondo esterno senza limitarne il movimento, mentre l’intreccio attraversa le forme come linguaggio di connessione e sostegno, trasformando la protezione in qualcosa di fluido, umano e vulnerabile.
La mia capsule esplora il dualismo freudiano tra l’illusione del sogno e la verità dell'inconscio attraverso due outfit in netta contrapposizione strutturale e cromatica. Da un lato, l’outfit bianco e largo rappresenta la dimensione del sogno: i suoi volumi oversize e fluttuanti alterano le reali proporzioni del corpo, nascondendolo e deformando la realtà proprio come fa la mente durante la notte per creare un’illusione eterea. Dall’altro, l’outfit nero e attillato dà forma all’inconscio, diventando una seconda pelle che elimina ogni filtro o maschera sociale. L'aderenza totale costringe il corpo a rivelarsi nella sua struttura reale e viscerale, portando alla luce il "vero sé". In questo percorso visivo, mentre il bianco deforma la silhouette per illudere, il nero la stringe per rivelarne l'essenza più profonda e autentica.
Nata dall'intersezione tra psicologia e filosofia, questa capsule eleva il concetto di vulnerabilità a manifesto estetico, celebrando l’accettazione del danno e il valore dell’imperfezione. L'outfit, strutturato interamente attraverso patchwork e tessuti riciclati o deliberatamente rovinati, si fa metafora visiva delle cicatrici della mente. Ogni strappo e ogni frammento riassemblato rappresenta il processo psicologico di ricostruzione del sé, dove il trauma non viene rimosso, ma integrato per dare vita a una nuova identità. Questo elogio della materia logorata richiama direttamente il pensiero di Nietzsche e la sua esaltazione dell'imperfezione come forza vitale e autentica: il danno non è un fallimento da nascondere, ma il segno tangibile di un vissuto. L'abito smette così di inseguire una perfezione artificiale per accogliere la bellezza della fragilità, dimostrando che l'atto di ricucire i propri pezzi è la forma più pura di espressione e di rinascita umana.
L’eleganza incontra la sensualità in una collezione che racconta il fascino del contrasto tra forza e delicatezza. Tessuti fluidi, trasparenze leggere e silhouette decise valorizzano il corpo senza mai renderlo eccessivo. Ogni look esprime una sensualità sofisticata, fatta di dettagli, movimenti e atteggiamenti. Il nero domina la scena insieme a riflessi morbidi e volumi essenziali, creando un equilibrio tra mistero e raffinatezza. il desiderio e la bellezza di sentirsi liberi nel proprio corpo.
L’imperfetta perfezione prende forma in una collezione uomo che reinterpreta l’eleganza classica attraverso una visione più autentica e umana della bellezza. I completi sartoriali mantengono linee pulite ed essenziali, unendo raffinatezza e sensibilità contemporanea. Ogni dettaglio esprime equilibrio e intenzione, trasformando la semplicità in carattere. La collezione racconta una perfezione non artificiale, ma viva, capace di valorizzare la personalità, il gesto e l’identità di chi la indossa, dove l’eleganza diventa espressione di autenticità e presenza umana.
"Emotional Armor" nasce dall’idea di trasformare emozioni spesso represse in linguaggio visivo. Ansia e rabbia prendono forma attraverso volumi rigidi, stratificazioni e dettagli che evocano tensione e caos interiore. I colori scuri e i contrasti accesi raccontano il conflitto tra controllo ed esplosione emotiva. Ogni capo diventa così un’estensione dello stato d’animo, un modo per rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto.
La capsule esplora il legame tra infanzia e identità adulta, reinterpretando elementi della moda bambino attraverso silhouette ricavate dalle fiabe, dettagli colorati realizzati a mano. I capi evocano un senso di comfort emotivo, come ricordi da indossare, trasformando la vulnerabilità in protezione. Tessuti morbidi, finiture handmade e richiami infantili creano un equilibrio tra nostalgia, cura e contemporaneità.
Il tatuaggio è un frammento di noi stessi inciso sulla pelle, una traccia capace di rendere eterni ricordi, emozioni e attimi vissuti. Siamo come cornici vuote che il tempo colma attraverso esperienze e trasformazioni. Il tatuaggio diventa così una finestra interiore: una velatura che lascia intravedere chi siamo davvero. Attraverso simboli e segni raccontiamo solo ciò che scegliamo di mostrare, mentre il significato più profondo rimane custodito dentro di noi.
Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che consiste nel riparare oggetti rotti attraverso giunture dorate, trasformando le crepe in parte della loro bellezza. Le fratture non vengono nascoste, ma valorizzate come tracce del tempo, della memoria e delle trasformazioni vissute. L’imperfezione diventa così un valore: ciò che segna e modifica le cose contribuisce a costruirne l’identità. Come nel Kintsugi, anche le fragilità e le rotture volute in questi capi, diventano simbolo di esperienze rimarcate nei tessuti, perché sono proprio le crepe a rendere ogni abito unico e autentico.
Partecipa alla sfilata | 03 giugno 2026 h. 18:30
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