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<title>Centro Studi Casnati - Testimonianze Docenti</title>
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<title>Prof.ssa Maria Giovanna Bullock</title>
<link>http://www.centrocasnati.it/sections/article.php?id_a=1534</link>
<description>Materia insegnata: Inglese
Istituto: Liceo Linguistico "F. Casnati" - Area Interpreti 
mail: vbullock@centrocasnati.it </description>
<content:encoded><![CDATA[<img width="120" height="" src="http://www.centrocasnati.it/public/upload/3e23eeaf748a336a50f1f9f0cfdabcf8.jpg" alt="" \><p><strong>Breve Curriculum Vitae</strong>:<br />Docente bilingue, direttrice didattica di British Institutes Como e della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici &amp;ldquo;F. Casati&amp;rdquo; di Como, responsabile delle certificazioni per il Centro Studio Casnati, ha maturato un&amp;rsquo;esperienza oramai trentennale nell&amp;rsquo;erogazione di corsi di preparazione alle certificazioni linguistiche a tutti i livelli, da A1 a C2, del Quadro di Riferimento Europeo. Per British Institutes ha anche collaborato alla creazione di One-Way, il corso di inglese multimediale di Opera Multimedia e British Institutes che ha ottenuto il Label Europeo 2004, un riconoscimento che incoraggia nuove iniziative nel campo dell&amp;rsquo;insegnamento e dell&amp;rsquo;apprendimento delle lingue e premia le nuove tecniche di insegnamento delle lingue.<br /><br /><br /><strong>Argomenti del corso e descrizione</strong>:<br />Nel corso dei cinque anni di studio si lavora ovviamente su pi&amp;ugrave; fronti. Il biennio privilegia lo studio della morfo-sintassi, ovvero della grammatica, e lo sviluppo della competenza lessicale e pragmatica. <br /><br />E&amp;rsquo; vero che in anni recenti si &amp;egrave; spesso sentito dire che imparare la grammatica non sia utile. Io sono fermamente convinta invece che nei primi anni sia essenziale per i ragazzi impadronirsi degli strumenti del mestiere. Usando un&amp;rsquo;analogia che trovo particolarmente efficace se si vuole &amp;lsquo;scorazzare&amp;rsquo; in lungo e in largo alla guida di un&amp;rsquo;autovettura &amp;egrave; necessario saper mettere in moto, inserire le marce, capire limiti e potenzialit&amp;agrave; del mezzo, conoscere il codice della strada e cos&amp;igrave; via. <br />Conoscere il &amp;lsquo;codice&amp;rsquo; di una lingua significa anche capire il cuore e la forma mentis dei parlanti di quella lingua, capire come percepiscono il mondo, come catalogano l&amp;rsquo;esperienza. Perch&amp;eacute; in inglese le minacce si proferiscono sempre al futuro e non con il presente come in italiano? Perch&amp;eacute; gli inglesi hanno un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; di modi per tradurre il concetto di &amp;lsquo;dovere&amp;rsquo;? Perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;inglese ha sviluppato una serie di tempi, quelli progressivi, di cui l&amp;rsquo;italiano non avverte il bisogno? Sono un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; le domande che ci si pu&amp;ograve; porre. Ecco, si vuole insegnare perch&amp;eacute; in un dato contesto un anglofono si esprime in un dato modo. Ne consegue che l&amp;rsquo;insegnamento dell&amp;rsquo;inglese non pu&amp;ograve; focalizzarsi sullo studio della grammatica prescrittiva, della regola fine a se stessa, ma deve abbracciare quella che viene chiamata &amp;ldquo;grammatica descrittiva&amp;rdquo;, che si occupa del funzionamento della lingua, inclusa quella parlata.<br /><br />Le ore di conversazione, su cui lavorano in parallelo i docenti di classe e i lettori madrelingua, sono attivate per la lingua inglese fin dal primo anno ed offrono l&amp;rsquo;occasione di mettere in pratica quanto si apprende nelle altre ore. Si consolidano qui le abilit&amp;agrave; descrittive, narrative, di interazione, nonch&amp;eacute; la capacit&amp;agrave; di esprime e comunicare le emozioni: interesse, curiosit&amp;agrave;, sorpresa, noia, imbarazzo, orgoglio, soddisfazione, simpatia, antipatia, insofferenza, gioia, tristezza, speranza, paura, disappunto, e cos&amp;igrave; via.<br />&amp;nbsp; <br />Gi&amp;agrave; da alcuni anni si &amp;egrave; inoltre deciso di inserire nel POF, il piano dell&amp;rsquo;offerta formativa, la preparazione alle certificazioni, viste non come in altre scuole come attivit&amp;agrave; integrative, ma come elemento cardine della preparazione linguistica. Le certificazioni linguistiche permettono di classificare la conoscenza linguistica a livelli standard su scala internazionale. Rispondono dunque a criteri di trasparenza e spendibilit&amp;agrave; sia in ambito scolastico e universitario sia lavorativo. Prendiamo, a titolo esemplificativo, le certificazioni di livello B1, tipo PET, che &amp;egrave; l&amp;rsquo;obiettivo minimo previsto per l&amp;rsquo;uscita dal biennio: esse attestano la capacit&amp;agrave; di agire in circostanze in cui &amp;egrave; richiesto un uso quotidiano della lingua, di leggere semplici testi e articoli di giornale, di scrivere lettere personali non complesse o prendere appunti durante una riunione. I candidati promossi riescono a utilizzare stili di comunicazione adeguati a varie situazioni e sono in grado di andare oltre i fatti, percependo opinioni, atteggiamenti e stati d&amp;rsquo;animo nella lingua inglese parlata e scritta. E&amp;rsquo; chiaro dunque che questo tipo di lavoro permette di lavorare su tutte e quattro le abilit&amp;agrave; linguistiche: scrittura, lettura, ascolto e parlato.<br />Nel triennio si intraprende poi lo studio della letteratura che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; come spesso in tempi passati il mero studio della storia della letteratura. Vuol dire capire come si &amp;egrave; andata costruendo l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; di un popolo, come si sono formati i suoi valori, significa immergersi nella realt&amp;agrave; di una terra, della sua gente, significa ampliare la propria conoscenza e comprensione di diversi processi storici e culturali. L&amp;rsquo;approccio non &amp;egrave; meramente quello cronologico e si studia spesso per percorsi: storia e sviluppo della citt&amp;agrave;, la percezione del diverso, il concetto di legalit&amp;agrave;, la nascita dell&amp;rsquo;imprenditoria, la condizione femminile, la nozione di etica, il conflitto tra realt&amp;agrave; e immaginario per elencarne solo alcuni. Lo studio della letteratura &amp;egrave; occasione ideale per ampliare il proprio vocabolario, capire come funziona un testo, esercitare le proprie capacit&amp;agrave; di analisi ma anche porsi domande profonde, capire che non si esiste solo nel presente, ma si &amp;egrave; parte di un processo e un movimento pi&amp;ugrave; vasto. E&amp;rsquo; nelle ore di letteratura che l&amp;rsquo;interdisciplinariet&amp;agrave; trova la sua massima espressione: lo studio della letteratura inglese, per esempio, non pu&amp;ograve; prescindere da quello della letteratura italiana o della letteratura delle altre lingue, della storia, della filosofia, dell&amp;rsquo;educazione civica.<br /><br />Il liceo linguistico offre anche la possibilit&amp;agrave; di scegliere tra il classico indirizzo trilingue e vari indirizzi. Personalmente mi occupo della formazione degli studenti dell&amp;rsquo;area interpreti, un percorso che permette di colmare la tanto temuta dicotomia tra mondo della scuola e mondo del lavoro. La preparazione linguistica &amp;egrave; ovviamente pi&amp;ugrave; approfondita e si affinano le capacit&amp;agrave; espressive e la fluency. Il programma &amp;egrave; ampio e articolato e si spazia dalle tecniche di memorizzazione e gestione dell&amp;rsquo;ansia a quelle di traduzione e public speaking. Pur non potendo ovviamente&amp;nbsp; sopperire alla formazione data da un percorso universitario, il corso permette di cominciare ad avvicinarsi a materie complesse e spesso affascinanti come la mediazione interculturale, le diverse tecniche di interpretariato (chuchotage, interpretariato di trattativa e simultanea), i linguaggi settoriali o microlinguaggi, le tecniche di traduzione per il web, per l&amp;rsquo;editoria, per il turismo e cos&amp;igrave; via. Nel corso degli anni abbiamo anche avuto incontri seminariali con esperti del settore su argomenti quali la traduzione dei fumetti, la traduzione di dialoghi cinematografici, la traduzione di testi promozionali, per citarne solo alcuni.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;<br /><br /><strong>Finalit&amp;agrave; del corso</strong>:<br />Ovviamente ci si prefigge di aiutare gli allievi a sviluppare sicure abilit&amp;agrave; ricettive, produttive e di interazione. ricordando che l&amp;rsquo;obiettivo ultimo non &amp;egrave; l&amp;rsquo;apprendimento, ma l&amp;rsquo;acquisizione di una lingua. L&amp;rsquo;apprendimento &amp;egrave; un processo conscio, razionale e volontario, che pu&amp;ograve; dare la sensazione temporanea di avere acquisito un risultato positivo, ma non genera comportamenti linguistici autonomi. Quanto viene acquisito invece viene a far parte stabilmente della competenza del singolo ed &amp;egrave; su questa competenza linguistica che si basa la produzione linguistica vera e propria.</p>]]></content:encoded>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:16:23 +0000</pubDate>
<author>info@centrocasnati.it (CSC)</author>
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