Testimonianze Ex Studenti - Federico Monti
Federico Monti, un ex studente dell’Istituto Alberghiero, attualmente svolge il ruolo di docente presso lo stesso Istituto: a lui abbiamo chiesto alcune considerazioni circa la sua esperienza.D: Iniziamo dagli anni delle superiori: quali considerazioni hai fatto, una volta terminata la terza media, relativamente alla scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare?
R: Mi è sempre piaciuto cucinare e per questo motivo ho scelto un Istituto Alberghiero.
D: Secondo te quanto contano la passione e la preparazione nel tuo mestiere?
R: Contano moltissimo. Senza la passione non si può riuscire in questo mestiere, la preparazione è una qualità che si acquisice col tempo.
D: Come mai la tua scelta è caduta proprio sull’Istituto Alberghiero “G. Brera”?
R: Perché nel momento in cui ho dovuto scegliere era l’unico Istituto a proporre un percorso completo di 5 anni.
D: Ti sei specializzato nel settore cucina o sala bar? Come mai hai fatto questa scelta?
R: Ho scelto il settore Cucina, sempre per la passione di cui parlavo prima. Sala bar sarebbe comunque stata per me una valida alternativa.
D: Pensi che l’Istituto Alberghiero ti abbia dato una buona preparazione culturale, oltre che tecnica?
R: Si. C’è un buon livello, soprattutto se comparato ad altri istituti. Lo studio teorico è molto importante ed impegnativo e non deve essere mai preso sotto gamba.
D: Ci puoi raccontare qualche dettaglio del tuo lavoro che pensi possa colpire l’attenzione dei nostri studenti o dei ragazzi che si vogliono avvicinare a questo mondo?
R: È un lavoro impegnativo, si lavora sabato e domenica quando gli altri si riposano e per questo bisogna avere voglia e costanza. Quello dello Chef è un lavoro a volte faticoso e pieno di responsabilità, in primo luogo nei confronti del cliente: ci sono sempre molte cose da fare, restare al passo coi tempi e creare sempre qualcosa di nuovo in quello che si propone. L’aggiornamento in questo senso è importantissimo.
D: C’è mai stato qualcuno o qualcosa che ti ha spinto verso il tuo attuale mestiere?
R: No, è stata una scelta legata alla passione, in famiglia mi hanno sempre lasciato la libertà di scegliere.
D: Cosa ricordi degli anni trascorsi nel nostro Istituto?
R: Mi ricordo i vari servizi fatti, il divertimento con i compagni, ed anche i cambiamenti operati durante gli anni (ad esempio mi ricordo quando hanno sistemato le cucine nuove nel 2004).
D: Hai mai conosciuto e/o lavorato con qualche Chef famoso? Se si, ci puoi raccontare di cosa si è trattato?
R: Ho conosciuto Gualtiero Marchesi con il quale ho lavorato 2 o 3 giorni per alcuni eventi. Di lui mi ha colpito la grandissima preparazione e soprattutto l’umiltà nel fare il proprio mestiere.
D: Pensi che lo studio presso l’Istituto Alberghiero ti abbia dato delle basi necessarie per affrontare questo mestiere?
R: Sicuramente sì.
D: Ci puoi raccontare qual è stato il tuo percorso professionale una volta ottenuto il diploma? In quali realtà hai lavorato?
R: Dopo il diploma ho subito continuato il rapporto con la scuola lavorando come insegnate all’Istituto Alberghiero: insegno Laboratorio di Cucina, sia per quanto concerne la parte teorica che per quella pratica. Lavorare come insegnante nella scuola dove ho studiato è particolare: conosco già gli automatismi e l’ambiente ma ovviamente vedo tutto sotto un’altra ottica.
D: Dove lavori attualmente?
R: Istituto Alberghiero “G. Brera”.
D: Quale deve essere secondo te la dote principale di un buono Chef?
R: Sicuramente passione ed esperienza. Inoltre bisogna dire che è molto difficile lavorare in gruppo ed accettare i limiti propri e degli altri: un buono Chef deve saper superare anche queste piccole difficoltà.
D: Ci puoi descrivere come si articola la tua giornata lavorativa?
R: Tutti i giorni insegno a scuola fino alle 16:00, spesso dopo le lezioni sono impegnato in servizi o attività alberghiere. Non vado quasi mai vacanza, non ne sento l’esigenza: ovviamente però qualche volta sento la necessità di staccare per qualche giorno.
D: Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro? Cosa pensi di fare un domani?
R: Il mio obiettivo è di aprire un ristorante e diventare uno dei grandi nomi del mondo della cucina.
D: Se potessi tornare indietro rifaresti le stesse scelte scolastiche e professionali?
R: Si, rifarei proprio tutto: non ho rimpianti e sono contento delle scelte fatte.
D: Quale consiglio ti senti di dare ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero che vogliono intraprendere la stessa tua carriera?
R: Posso consigliare loro di mettere più impegno nello studio ed essere consapevoli che quello che si apprende in questi anni contribuisce a creare il loro avvenire. Vivendo le lezioni dal punto di vista del docente mi rendo conto dell’importanza di trasmettere le proprie esperienze ai ragazzi: molte volte, magari per ingenuità, non si rendono conto di quanto perdono a non ascoltare.
D: E per i ragazzi della terza media che hanno intenzione di affrontare lo studio dell’Istituto Alberghiero?
R: Bisogna chiarire che lo studio dell’alberghiero non è e non può essere considerato un ripiego: ci vuole molta passione ed impegno. Se si fanno le cose volentieri, si supera la paura iniziale nell’affrontare le novità.