Testimonianze Ex Studenti - Andrea Savio


Iniziative di       orientamento
Il mestiere di pilota è, senza ombra di dubbio, una delle professioni più affascinanti e più ricorrente nell’immaginario collettivo. Il comandante Savio, ex studente dell’Istituto Aeronautico “L. Bongiovanni” ed attuale pilota di Boeing 737-800 Next Generation per la compagnia aerea Ryanair, racconta in questa intervista i suoi percorsi professionali e di studi che gli hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo: recentemente il quotidiano “La Provincia”, nel dedicargli interamente un articolo, lo ha inserito a buon titolo all’interno della ristretta cerchia degli “emergenti” del panorama comasco.

D: Iniziamo dagli anni delle superiori: quali considerazioni hai fatto, una volta terminata la terza media, relativamente alla scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare?
R:
Ho seguito la passione per l’aviazione e per il mondo del volo che a quell’epoca già mi affascinava e mi faceva sognare con gli occhi di un ragazzino che si voleva accingere ad un settore lavorativo diverso e pieno di emozioni.

D: Secondo te quanto contano la passione e la preparazione nel tuo mestiere?
R:
La preparazione è importantissima, ci vuole una grande base teorica che deve poi essere assorbita e unita a quella che è la formazione pratica di un pilota.
La teoria è  essenziale per capire cosa succede e cosa fare in caso di difficoltà e quindi anche a superare paure in situazioni che, considerando il tipo di lavoro, sono fuori dalla normalità quotidiana.
        
D: Come mai la tua scelta è caduta proprio sull’Istituto Aeronautico “L. Bongiovanni”?
R:
Avevo completato le scuole medie, volendo seguire i miei sogni ed avendo una scuola rinomata e di stima nella mia città natale non ho avuto dubbi sulla scelta.
Inoltre dal terzo anno in poi l’attività di volo si svolgeva in concomitanza con l’Aero Club di Como,  con idrovolanti, un volo unico nel suo genere.

D: L’Istituto Aeronautico indirizza lo studente verso numerose professioni in ambito aeronautico: quando hai iniziato a frequentare l’Istituto Aeronautico avevi già chiaro il percorso professionale che avresti voluto seguire?
R:
Affascinato  dal volo avevo già in mente cosa voler fare dopo il liceo, ma scelsi comunque l’indirizzo “Assistenza alla Navigazione Aerea” dove vengono approfondite le procedure di volo, ovvero materie più consone alla gestione del traffico aereo piuttosto che al pilotaggio di un aeroplano.
Il percorso per diventare pilota è lungo e spesso situazioni esterne possono deviare questa passione o ritardarne il raggiungimento.
Nel mio caso, alla fine del liceo l’aviazione era in un periodo di crisi, simile al post Settembre 2001 dopo gli attentati alle torri gemelle.
Una alternativa al volo da controlleore di traffico arero, sarebbe stato altrettanto  interessante.

D: Pensi che l’Istituto Aeronautico ti abbia dato una buona preparazione culturale, oltre che tecnica?
R:
Senza alcun dubbio i cinque anni di studio presso l’Istituto Aeronautico mi hanno dato una solida base per poter continuare il percorso di formazione tecnica e sicuramente sono stati un ottimo punto di partenza su cui espandere le varie materie specifiche.
 Mi hanno anche dato un’ottima cultura generale che è essenziale in ognuno di noi per comprendere la società, gli avvenimenti, le persone ed il mondo in cui viviamo.
In particolare in ambito aeronautico dove ci si trova a lavorare con persone di paesi e lingue  diverse.

D: C’è mai stato qualcuno o qualcosa che ti ha spinto verso il tuo attuale mestiere?
R:
Mi ritengo una delle persone più fortunate del mondo perchè i miei genitori non mi hanno mai spinto o obbligato in     una scelta che non fosse ciò che mi appassionava o che volessi fare veramente; anzi mi hanno sempre assistito ed     incoraggiato anche nei momenti difficili che ho affrontato e che tuttora affronto.
A loro regalo tutta la gioia e la felicità che provo nel fare ciò che faccio ogni giorno.
     

D: Cosa ricordi degli anni trascorsi nel nostro istituto?
R:
Alcuni professori mi hanno lasciato un ricordo indelebile per le persone che erano e che sono e per la loro professionalità.
Quando ho proseguito gli studi ho incontrato molti altri insegnati ed istruttori di volo ma l’affetto che provo per coloro che con tanta pazienza e passione mi hanno “iniziato”, è unico.
Non posso poi dimenticare i festini e i compagni di classe; con molti di loro sono tuttora in contatto anche perchè alcuni di loro volano in diverse compagnie aeree e spesso ci si scambia idee ed opinioni.

D: Ci puoi raccontare qual è stato il tuo percorso professionale una volta ottenuto il diploma di scuola superiore?
R:
Dopo il liceo ho studiato qualche anno all’università in quanto il settore aeronautico era in forte crisi e di conseguenza anche l’inserimento di nuovo personale nelle varie compagnie aeree.
Superato questo periodo sono andato in Spagna in una scuola inglese per conseguire la licenza di pilota di linea.
Avendo purtroppo terminato poco prima dell’attentato alle torri gemelle del 2001 mi sono ritrovato di nuovo a terra.
Con molto piacere ho insegnato per circa 3 anni proprio al liceo aeronautico a fianco dei mie “vecchi” professori, fungendo da loro assistente in varie materie tecniche.
Nel 2004 sono stato assunto in una importante compagnia aerea low cost e, dopo 4 anni da primo ufficiale basato in vari paesi d’Europa, sono diventato comandante con base a Bergamo Orio al Serio.
Oggi volo con alcuni dei miei ex allievi del liceo aeronautico che mi assistono in qualità di primi ufficiali e che da qui ad alcuni anni diventeranno anch’essi comandanti.

D: Quale deve essere secondo te la dote principale di un buon pilota?
R:
Il sapere sempre quale è il proprio limite, non avere mai troppa confidenza con le moderne apparecchiature elettroniche, il mai sottovalutare le situazioni, essere sempre umili e avere un orecchio per ascoltare tutti anche i meno esperti per imparare sempre qualcosa di nuovo.

D: Quali aeromobili piloti attualmente? E quale ti da più soddisfazioni?
R:
Al momento sono comandante sui Boeing 737-800 Next Generation.
La soddisfazione nel volare un aeroplano di linea piuttosto che uno da turismo è diversa ma medesima.
Ciò che cambia è la gestione del volo che è a mio parere è più affascinante su un aereo di linea.
Dall’altra la libertà e il divertimento di poter effettuare manovre un po' azzardate e di poter andare dove e quando si vuole con il proprio aereoplano, la lascio agli aerei da turismo.


D: Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro?
R:
Mi piacerebbe diventare training captain, ovvero istruttore di linea, ma è un percorso lungo che richiede molta preparazione.
Mi piacerebbe inoltre fare esperienza su rotte intercontinentali.

D: Se potessi tornare indietro rifaresti le stesse scelte scolastiche e professionali?
R:
Assolutamente si.

D: Quale consiglio ti senti di dare ai ragazzi dell’Istituto Aeronautico che vogliono intraprendere la stessa tua carriera?
R:
Di studiare e di tenere duro, anche nei momenti difficili durante e dopo il liceo.
Ho passato periodi bellissimi nel mio percorso fino ad oggi ma anche molti periodi difficili.
Passione, motivazione e costanza hanno reso il mio sogno di ragazzino una realtà.

D: E per i ragazzi della terza media che hanno intenzione di affrontare lo studio dell’Istituto Aeronautico?
R:
Scelta assolutamente consigliata in quanto ottimo inizio per chi vuole intraprendere questa carriera o qualunque altra attività in ambito aeronautico.